Antropologia significa...
La parola antropologia deriva dai termini greci ànthropos significa "uomo" nel senso di "umanità", di "genere umano", mentre lògos vuole dire "discorso", "ragionamento", "studio". "Antropologia" significa allora studio del genere umano.
L'antropologia studia il genere umano dal punto di vista culturale. Studia cioè le idee e i comportamenti che sono caratteristici degli esseri umani che vivono in società fra loro lontane nello spazio e nel tempo, e diverse per tradizioni, costumi e stili di vita. L'antropologia ha per obbietivo anche lo studio delle somiglianze che esistono tra idee e comportamenti tipici di società tra loro diverse. Oggi la parola "antropologia" sta quasi sempre per "antropologia culturale".
Essa è nata perchè comportamenti e idee sono talmente diversi da una regione all'altra del pianeta e da un gruppo sociale all' altro che questa diversità suscitò un interesse.
Le prime le prime testimonianze scritte di questa curiosità risalgono soltanto agli antichi greci. Lo storico greco Erodoto osservo, E mise in forma scritta, la diversità dei modi di vivere dei popoli da lui incontrati durante i suoi viaggi in Nord Africa e in Asia. Per trovare tracce degli inizi dell'antropologia a noi più vicine bisogna guardare al 400 al 500, all'umanesimo, al Rinascimento e soprattutto ai dibattiti che seguono alla scoperta dell'America.
La scoperta e la conquista del Nuovo Mondo allargano enormemente gli orizzonti delle conoscenze e fecero nascere nuove domande non solo sulla natura animale e vegetale li molto diverse rispetto all'Europa, ma anche sugli esseri umani, sulla storia e sulla religione.
le descrizioni dei costumi e delle istituzioni sociali dei popoli lontani dall'Europa divennero sempre più numerosi, ma, non rientravano in un vero e proprio progetto scientifico riconoscibile come "antropologico".
Nel corso del settecento, alcuni studiosi della natura cominciarono a elaborare una teoria sull'unità del genere umano, come unica specie costituita da individui potenzialmente dotati delle stesse facoltà mentali.
Gli antropologi si sono distinti dai colonizzatori per la volontà di stabilire rapporti di reciproca comprensione con le popolazioni da loro studiate. Lo studio delle istituzioni sociali e politiche, dei riti, delle credenze religiose, delle tecniche di fabbricazione dei manufatti, dell'arte dei popoli lontani e 'diversi' da quelli europei odd origine Europea ha costituito l'oggetto privilegiato dell'antropologia.
fino a non fino a non molti decenni or sono l'antropologia si è occupata dello studio dei popoli che per molto tempo sono stati chiamati "selvaggi" o "primitivi" perché ritenuti gli ultimi rappresentanti di fasi arcaiche della storia umana. Con il tempo, però, l'antropologia ha cominciato a interessarsi anche ai popoli geograficamente più 'vicini' all'Europa e con istruzioni più simili.
Oggi oggi gli antropologi studiano tanto le popolazioni urbane dei paesi extraeuropei quanto quelle della stessa Europa e del Nord america, i popoli Nomadi dell'asia, i minatori delle Ande e gruppi di adolescenti delle aree urbane delle città dei Paesi economicamente sviluppati.
quando nell'Ottocento l'antropologia era ancora una scienza agli albori, gli antropologi avevano raramente occasione di visitare di persona i popoli di cui scrivevano. Essi si sa valevano delle testimonianze di viaggiatori, missionari, esploratori, militari e funzionari coloniali. Tra la fine dell'800 e i primi anni del 900 si verificò Tuttavia Una svolta importante. Gli antropologi cominciarono, infatti, a recarsi personalmente presso i popoli che volevano studiare, dando inizio da una nuova epoca nella storia dell'antropologia.
da allora gli antropologi non hanno più abbandonato questo modo di fare ricerca, dall'osservazione e dalla frequentazione diretta di un antropologo professionista. Alla base della pratica antropologica c'è sempre dunque un contatto diretto con le popolazioni di cui si parla. Per pratica antropologica intenderemo quindi, il fatto di voler affrontare l'incontro con esseri umani con costumi, per pratica antropologica intenderemo quindi il fatto di voler affrontare l'incontro con esseri umani con costumi, tradizioni, istituzioni e credenze diverse dal proprio, unendo le conoscenze teoriche della disciplina con la personale esperienza di osservazione, riflessione ricerca.
gli esseri umani, quando nascono, non sono in grado di adottare da subito i comportamenti necessari gli esseri umani, quando nascono, non sono in grado di adottare da subito i comportamenti necessari per sopravvivere. Quando nascono gli umani non 'sanno' che cosa devono fare. Le informazioni su che cosa fare e come farlo Gli dovranno essere comunicate, infatti, dai suoi simili. L'uomo nasce incompleto.
Il 'cucciolo' dell'uomo diventa indipendente solo molto più tardi. Lo sviluppo del cervello umano avviene soprattutto durante i primi tre anni di vita ma si completa solo dopo circa 15 anni dalla nascita. Quando nasce, l'essere umano non deve solo imparare a fare fronte ad alcune necessità basilari per sopravvivere, deve anche scegliere tra modi diversi di farlo. Questa scelta dipende da ciò che il gruppo in cui cresce o, come si dice, viene educato, Gli insegna Tra le tante possibili scelte che altri gruppi hanno fatto per sé, che è quasi sempre, ma non sempre, quello in cui viene al mondo.Venendo venendo al mondo, gli esseri umani non sono 'liberi di scegliere' , al contrario, l'essere umano è indirizzato a certi pensieri e citazioni dai simili che che gli stanno intorno, perché deve innanzitutto adottare in modi di comportarsi e di ragionare che siano riconoscibili dagli altri. Ciò non esclude che nel corso della sua vita un individuo non posso sviluppare preferenze e inclinazioni.
L'antropologia però, oltre che studiare la diversità delle idee e dei comportamenti, cerca anche di mettere in luce: a) il loro significato all'interno del mondo in cui comportamenti e idee si presentano e poi b) Quanto vi è di comune o a fine tra essi e quelli di altri mondi entro cui vivono altri gruppi umani. La cultura è un complesso di idee e di comportamenti organizzati in modelli acquisiti, tramandati, selezionati, e largamente condivisi dai componenti di un gruppo, e mediante i quali questi ultimi si accostano al mondo, sia in un senso pratico che mentale.
Il sistema il sistema di idee organizzate che viene acquisito attraverso una vita in comune, limitazione e l'educazione; che viene selezionato attraverso meccanismi consapevole o inconsapevole di accettazione, rifiuto o imposizioni da parte del gruppo; che può presentare gradi diversi di apertura o chiusura verso altri modelli.
i modelli i modelli culturali sono ciò che guida i nostri atteggiamenti, pratici e mentali.
I modelli culturali sono correlati al comportamento e viceversa.
"Aquisiti" significa che non si trovano nella nostra mente quando veniamo al mondo, Ma che sono appresi, interiorizzati, attraverso l'educazione. L'educazione può essere esplicita, come quando si insegna a un bambino, ma può essere anche implicita, quando cioè i gesti, i modi dire sono appresi spontaneamente attraverso la vista e l'udito, cioè attraverso l'esempio. La maggior parte dell' educazione dell'individuo avviene proprio così' in un modo implicito. Gli esseri umani sono sottoposti a un processo di' educazione permanente'
"Tramandati" vuol dire che i modelli vengono trasmessi non solo da un individuo all'altro, da un gruppo a un altro, ma da una generazione all'altra.

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