domenica 4 novembre 2018

Pedagogia 2.1

Tra medioevo e modernità




La formazione la formazione del l'umanesimo è della sua proposta educativa in Italia a partire dalla metà circa del XIV secolo pone numerose questione di carattere storico. Questa tendenza a svalutare Il medioevo comincio a farsi strada con l'opera di alcuni intellettuali che amarono il vasto movimento poi definito con il termine Umanesimo. Agli umanisti stessi si può far risalire, almeno in parte, l'approccio negativo nei confronti del Medioevo due punti furono proprio loro a diffondere un atteggiamento di critica aspra della cultura medievale, specialmente nei suoi aspetti teologici, è l'esigenza con relativa di un pensiero nuovo e di una nuova concezione del mondo e della vita. L'età classica ha lasciato in eredità alle epoche successive una visione della realtà che è caratterizzata da una forte consapevolezza del valore unico dell'uomo tra tutti gli esseri dell'universo, un microcosmo che contiene in sé gli aspetti migliori più profondi della realtà. L'esaltazione dell'uomo e la consapevolezza della drammaticità della sua condizione furono contrapposte, con scopi prevalentemente polemici, alla presunta staticità della cultura teologica medievale è precisamente in questo consiste la tradizionale contrapposizione della modernità dell'Umanesimo rispetto al Medioevo.
Nella storiografia letteraria Alcuni fanno risalire addirittura a Dante l'avvio di motivi "umanistici" e "rinascimentali". Sul piano letterario è tuttavia a Francesco Petrarca che la maggior parte degli studiosi attribuisce il ruolo di iniziatore della nuova corrente umanistica.  Il bersaglio polemico non soltanto di petrarca, ma anche di tutti gli intellettuali umanistici della sua generazione tu, in effetti, la cultura della tradizione scolastica imperante tra la fine del XIII è la metà del XIV secolo.
 il il primo movimento culturale della modernità sostenne, in definitiva, le ragioni di un ritorno al passato idealizzato dell'età classica, lontana molti secoli dal suo presente. Occorre accennare alle ragioni di questo atteggiamento.  indebolimento della Scolastica intesa come riflessione razionale sul Divino allargò lo spazio per una linea di pensiero che affrontava le sue radici nella tradizione patristica e che si prolunga nel Medioevo nella vasta letteratura monastica. Fu nei monasteri che si compili importante opera di conservazione del patrimonio della cultura Latina classica la conservazione della cultura Latina era giustificata, infatti, Dalla consapevolezza che in essa erano contenute verità teologiche e morali che secondo alcuni trovavano compiuta espressione solo nella fede cristiana, senza essere in contrapposizione a quest'ultima.
La  patristica divento una via alternativa al discorso assunto dal pensiero medievale nelle grandi sedi universitarie della scolastica:  questa svolta consente di cogliere nuovamente l'importanza e la bellezza intrinseche della cultura classica.
Un  elemento decisivo per l'affermarsi dell'atteggiamento ed è l'ideale umanistico fu la riscoperta della lingua greca, della quale da tempo si era persa la conoscenza. Platone e aristotele, è in genere della tradizione filosofica classica tanto utilizzata dagli scolastici, erano conosciuti per via indiretta, soprattutto attraverso i traduttori latini e quelli, importantissimi, arabi. In effetti, il pensiero arabo medievale, penetrato in Europa attraverso traduzioni latine, fu un tramite di assoluto rilievo per la genesi della cultura scolastica. il primo umanisti ha preso direttamente alla lingua greca dai Dotti Bizantini venuti in Occidente a insegnare un epoca di profonda crisi dell'impero di Costantinopoli e, con la lingua, scoprirono di testi della sua letteratura.
I  primi umanisti Si diedero ai grandi ricerche negli archivi e nei fondi delle biblioteche e dei loro sforzi per ritrovare antichi manoscritti trascurati e studiare, così, i testi stessi nacque la moderna filologia. Ritrovata, così, la passione per l'eloquenza e delle lettere, nella convinzione autenticamente "classica"  che esiste una via alla comprensione profonda della realtà è al di là dei formalismi logici e passando piuttosto attraverso la riscoperta della Dimensione emozionale dell'uomo, che del suo "cuore",  anche in un rapporto mistico con Dio stesso.
Altro  elemento da ricordare per comprendere appieno le varie componenti che stanno alla base dell'Umanesimo è proprio la forte coincidenza di nuovi movimenti religiosi che in alcuni casi hanno aperto la strada alle novità dirompenti del Cinquecento.  accanto alla forza del agostinismo, che si riallaccia va esso stesso alla tradizione platonica e neoplatonica, si era sviluppato a fin dal V-VI secolo la corrente Mistica originata dagli scritti del cosiddetto Dionigi l'Areopagita,  proseguita con esiti alterni fino al XI- XII secolo attraverso autori enigmatici come Scoto Eriugena  è approdata alle grandi sistemazioni teologiche dell'opera di Pietro Lombardo e ancor più di Alberto Magno,  il santo domenicano a cui si deve quella che Gillson ha considerato quasi la "terza via"  della scolastica. Dalle corrente di pensiero mirava a riscoprire la vita interiore e la semplicità del discorso evangelico come fonti autentiche del cristianesimo, rifiutando le costruzioni della teologia speculativa medievale. Un movimento che raccoglieva Clerici e laici, i fratelli della vita comune porto direttamente da alcune di queste intuizioni, ed è molto rilievo per i nuovi orientamenti offerti alla problematica educativa del contesto del esigenza di una rinominata spiritualità cristiana, tanto da giungere a influenzare direttamente una figura di di prima grandezza come Erasmo da Rotterdam.

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