Cosa sono le scienze umane
Solitamente utilizziamo il termine "natura" per indicare luoghi incontaminati dove la presenza dell'uomo non ha ancora portato quei cambiamenti radicali che possiamo sperimentare tutti i giorni nel mondo civilizzato. Siamo abituati a contrapporre il il mondo naturale a quello umano e a considerare il primo come il mondo autentico, genuino, originario, il secondo come una trasformazione del primo avvenuta per mano umana. tuttavia, per quanto motivata, questa concezione è ancora piuttosto superficiale. Ci viene spontaneo chiamare il mondo naturale quello fatto di fiumi e alberi e mondo umano quello fatto di città, fabbriche e ciminiere e anche per questo la nostra distinzione fra i due mondi ci appare non solo ovvia ma ben fondata. Proviamo invece a riflettere più a fondo. Ci accorgeremo allora che tutto ciò che ci circonda è parte integrale della natura. Questo punto è molto importante e va tenuto ben presente per capire ciò che seguirà. Chiameremo mondo della natura l'insieme di tutto ciò che ha una sostanza materiale sia esso manipolato dall'essere umano oppure non manipolato.
Con l'occhio corporeo noi vediamo gli oggetti del mondo materiale che ci circonda così con "l'occhio dello spirito" siamo capaci di vedere al di là degli oggetti materiali e di cogliere, se esiste, significato concettuale o simbolico. Siamo capaci di vedere che questi segni non sono soltanto delle macchie, ma parole dotate di senso. Accanto al mondo della natura esiste anche un mondo dello spirito, cioè un mondo che raccoglie tutti i prodotti dello spirito umano, come pensieri, parole, discorsi, sentimenti. E l'essere umano fa parte di entrambi.
i prodotti dello spirito umano i prodotti dello spirito umano sono ciò che chiamiamo "cultura". Pensieri, discorsi e sentimenti convergono a formare opere d'arte, letterarie, cinematografiche, musicali. in breve, la cultura è il complesso di tutti quei comportamenti umani che non si possono spiegare sulla semplice scorta delle leggi della natura, perché nascono non solo dal insieme dei movimenti fisici e degli stati biologici dell'essere umano, ma anche dai suoi pensieri, dalle sue intenzioni, dai suoi desideri, dalla sua volontà. La cultura è ciò che viene prodotto dallo spirito umano: libri e musica, Model religioni, ma anche le abitudini consolidate, le regole scritte, i divertimenti codificati, le attività sportive e molto altro ancora. La cultura allora non è solo quella dell'uomo dotto di chi ha studiato e conosce tante cose, perché ogni donna e uomo si nutrono di prodotti dello spirito.
gli animali non vivono, come l'essere umano, in un mondo di prodotti dello spirito. Essi appartengono al mondo naturale, non a quello culturale. Ciò che caratterizza il Comportamento degli esseri umani e lo differenzia da quello degli animali è la prevalenza, in esso, degli elementi ha presi dai genitori e degli altri membri adulti della società, dunque per via "culturale", rispetto agli elementi innati, puramente istintuali. semplici esperimenti dimostrano che molti comportamenti degli animali sono innati e non ha presi. Ciò non significa che tutti i comportamenti animali siano istintivi. Lo sono in prevalenza. Ci sono molti modi di fare, soprattutto presso le specie di più evolute, che vengono appresi per esperienza da singoli individui di un branco e poi comunicate agli altri per imitazione.
oggetti culturali non sono oggetti culturali non sono dunque solo libri, le opere d'arte, i DVD prodotti dall' l'industria culturale, ma tutti gli oggetti in cui gli umani inscrivono o leggono un certo significato. Ciò vuol dire che molti oggetti naturali sono di fatto anche oggetti culturali: l'uomo li ha trasformati in una maniera tale che essi sono divenuti per lui veicoli di significato.
Per identificare il passaggio dall'oggetto "naturale" al suo significato "culturale" si fa uso solitamente del concetto di cultura materiale cognato dalla antropologia culturale. Per cultura materiale si intende l'insieme di oggetti materiali che, siano essi di fattura naturale o artificiale, per l'uso che ne viene fatto e per i significati che vengono loro attribuiti finiscono per incorporare indirettamente in se stessi una valenza culturale.
In questo modo l'essere umano in questo modo l'essere umano modifica il mondo in cui vive. si tratta di un suo carattere specifico. Molto più che ogni altro animale, infatti, egli trasforma l'ambiente circostante per soddisfare i propri bisogni. questo fa sì che gli umani Anche i più primitivi non vivono mai esclusivamente immersi nel "mondo naturale", ma siano attorniati da utensili e armi, conosciamo tecniche di caccia e rituali religiosi. Mentre l'animale, procurato si il cibo, lo divora, l'essere umano è in grado perfino di rinunciare a certi alimenti in nome di considerazioni prettamente culturali, come accade per esempio nel mondo islamico, dove è vietato mangiare la carne di maiale. In questo modo si è formato il tabù del cannibalismo. L'antropologo tedesco Arnold Gehlen spiegava tutto questo facendo riferimento al carattere "incompiuto" degli umani, qualora essi vengano considerati semplicemente dal punto di vista della loro costituzione naturale. L'essere umano è un animale non specializzato, non adattato ad all'istinto e ha un proprio ambiente specifico, senza qualità naturali particolari che ne possano garantire la sopravvivenza. È Per supplire alla sua deficienza strutturale che l'essere umano ha crea il mondo culturale, il quale rappresenta, secondo la definizione di Gehlen, una seconda natura che affianca la prima e la completa.
Tutti noi abbiamo almeno una vaga idea di come " funzionano" le scienze della natura. In breve, Le Scienze della natura studiano i fenomeni della natura e lo fanno applicando un metodo ben preciso, basato a grandi linee su due procedimenti: le relazioni di dati per mezzo di strumenti o esperimenti e L'interpretazione dei dati così raccolti attraverso teorie che fanno Largo uso di calcoli matematici e della spiegazione casuale.
Per comprendere i fatti del mondo dello spirito c'è bisogno dell'impegno di discipline specifiche che assumono come oggetto di studio proprio al dimensione culturale dell'esistenza umana. Poiché il mondo della cultura è una dimensione tipica degli umani queste nuove discipline sono state chiamate, per contrasto con le scienze della natura, Scienze Umane o, più frequentemente, scienze sociali.
gli animali non vivono, come l'essere umano, in un mondo di prodotti dello spirito. Essi appartengono al mondo naturale, non a quello culturale. Ciò che caratterizza il Comportamento degli esseri umani e lo differenzia da quello degli animali è la prevalenza, in esso, degli elementi ha presi dai genitori e degli altri membri adulti della società, dunque per via "culturale", rispetto agli elementi innati, puramente istintuali. semplici esperimenti dimostrano che molti comportamenti degli animali sono innati e non ha presi. Ciò non significa che tutti i comportamenti animali siano istintivi. Lo sono in prevalenza. Ci sono molti modi di fare, soprattutto presso le specie di più evolute, che vengono appresi per esperienza da singoli individui di un branco e poi comunicate agli altri per imitazione.
oggetti culturali non sono oggetti culturali non sono dunque solo libri, le opere d'arte, i DVD prodotti dall' l'industria culturale, ma tutti gli oggetti in cui gli umani inscrivono o leggono un certo significato. Ciò vuol dire che molti oggetti naturali sono di fatto anche oggetti culturali: l'uomo li ha trasformati in una maniera tale che essi sono divenuti per lui veicoli di significato.
Per identificare il passaggio dall'oggetto "naturale" al suo significato "culturale" si fa uso solitamente del concetto di cultura materiale cognato dalla antropologia culturale. Per cultura materiale si intende l'insieme di oggetti materiali che, siano essi di fattura naturale o artificiale, per l'uso che ne viene fatto e per i significati che vengono loro attribuiti finiscono per incorporare indirettamente in se stessi una valenza culturale.
In questo modo l'essere umano in questo modo l'essere umano modifica il mondo in cui vive. si tratta di un suo carattere specifico. Molto più che ogni altro animale, infatti, egli trasforma l'ambiente circostante per soddisfare i propri bisogni. questo fa sì che gli umani Anche i più primitivi non vivono mai esclusivamente immersi nel "mondo naturale", ma siano attorniati da utensili e armi, conosciamo tecniche di caccia e rituali religiosi. Mentre l'animale, procurato si il cibo, lo divora, l'essere umano è in grado perfino di rinunciare a certi alimenti in nome di considerazioni prettamente culturali, come accade per esempio nel mondo islamico, dove è vietato mangiare la carne di maiale. In questo modo si è formato il tabù del cannibalismo. L'antropologo tedesco Arnold Gehlen spiegava tutto questo facendo riferimento al carattere "incompiuto" degli umani, qualora essi vengano considerati semplicemente dal punto di vista della loro costituzione naturale. L'essere umano è un animale non specializzato, non adattato ad all'istinto e ha un proprio ambiente specifico, senza qualità naturali particolari che ne possano garantire la sopravvivenza. È Per supplire alla sua deficienza strutturale che l'essere umano ha crea il mondo culturale, il quale rappresenta, secondo la definizione di Gehlen, una seconda natura che affianca la prima e la completa.
Tutti noi abbiamo almeno una vaga idea di come " funzionano" le scienze della natura. In breve, Le Scienze della natura studiano i fenomeni della natura e lo fanno applicando un metodo ben preciso, basato a grandi linee su due procedimenti: le relazioni di dati per mezzo di strumenti o esperimenti e L'interpretazione dei dati così raccolti attraverso teorie che fanno Largo uso di calcoli matematici e della spiegazione casuale.
Per comprendere i fatti del mondo dello spirito c'è bisogno dell'impegno di discipline specifiche che assumono come oggetto di studio proprio al dimensione culturale dell'esistenza umana. Poiché il mondo della cultura è una dimensione tipica degli umani queste nuove discipline sono state chiamate, per contrasto con le scienze della natura, Scienze Umane o, più frequentemente, scienze sociali.

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